Hartmann presenta un’analisi delle abitudini di acquisto degli italiani nel settore delle uova

Il 6 maggio, presso il Crowne Plaza Hotel di Verona, Hartmann ha organizzato un incontro dedicato all’evoluzione del mercato delle uova, approfondendo packaging, comportamento dei consumatori e dinamiche nel punto vendita.

Ad aprire l’evento sono stati Estelle Theron, direttrice vendite Europa sud-occidentale di Hartmann, Matteo Rocchetti, direttore generale Hartmann Italia, e Attila Vincze, amministratore delegato dello stabilimento ungherese del gruppo. Durante l’incontro è stata ribadita l’attenzione dell’azienda verso produttori e retailer italiani, in un mercato in rapida evoluzione.

Hartmann, azienda danese fondata nel 1917 e parte del gruppo che include anche Sanovo, produce imballaggi in fibra modellata per uova.
Nel corso della presentazione è stato sottolineato come circa il 10–12% del fatturato venga reinvestito ogni anno in tecnologia e sviluppo industriale. Particolare attenzione è stata dedicata allo stabilimento ungherese, oggi il più grande del gruppo, ma anche del mondo, dove vengono prodotte quotidianamente oltre tre milioni di confezioni utilizzando esclusivamente carta da macero riciclata.

Nel suo intervento, Attila Vincze ha evidenziato come il mercato delle materie prime stia cambiando rapidamente, con una progressiva riduzione della disponibilità di carta da giornale e un aumento del cartone proveniente dagli imballaggi e-commerce. L’azienda punta anche a ridurre consumi energetici, utilizzo di acqua e dipendenza da specifiche fonti energetiche, oltre ad aumentare il livello di automazione produttiva. La seconda parte dell’incontro è stata affidata a Giorgio Pedrazzini, customer success manager di NielsenIQ, che ha presentato una ricerca sul comportamento d’acquisto degli italiani nel comparto uova. Lo studio, realizzato su un campione di 1.000 consumatori, evidenzia un cambiamento rispetto al passato: le uova vengono oggi percepite sempre più come alimento ricco di proteine e associato a un’alimentazione equilibrata. L’analisi ha identificato sette differenti profili di consumatori, dai segmenti più sensibili a sostenibilità, benessere animale e qualità, fino ai target maggiormente orientati al prezzo. Secondo i dati presentati, circa sei consumatori su dieci appartengono ai segmenti più evoluti, anche se negli ultimi anni la pressione economica e il maggiore orientamento verso i prodotti a marchio della grande distribuzione hanno favorito un aumento dei consumatori meno attenti agli aspetti qualitativi.

Ampio spazio è stato dedicato anche al packaging. La ricerca evidenzia una chiara preferenza per le confezioni in cartone rispetto alla plastica e, in particolare, per soluzioni più semplici e con minore utilizzo di materiali. Tra le proposte presentate, ha ottenuto il maggiore gradimento la confezione stampata direttamente sulla polpa senza involucro esterno, percepita come più sostenibile, pratica e coerente con le aspettative del consumatore.

Interessanti anche le considerazioni sull’organizzazione delle uova a scaffale illustrate da Matteo Rocchetti. L’analisi di diversi retailer italiani ha rilevato frequenti disallineamenti tra assortimento e reale domanda del consumatore, soprattutto per quanto riguarda formati e tipologie di allevamento. In alcuni casi, ad esempio, la richiesta di confezioni da sei uova o di referenze biologiche e allevate all’aperto risulta superiore rispetto allo spazio effettivamente dedicato a scaffale.

L’incontro ha evidenziato come packaging, sostenibilità e presentazione del prodotto stiano assumendo un ruolo sempre più strategico nel settore, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche nel modo in cui il consumatore sceglie le uova.