
Una performance di successo durante la fase produttiva comincia da un buon inizio. A fronte di miglioramenti dei genotipi e a livello genetico, la buona qualità dei pulcini di future ovaiole e broiler si basa sulla corretta gestione dei gruppi di riproduttori, dell’incubatoio e dei primi giorni di svezzamento dopo l’arrivo degli stessi.
Monitorando la salute dei riproduttori, applicando appropriati protocolli di biosicurezza in incubatoio, riducendo al minimo lo stress durante il trasporto di uova fertili e pulcini e promuovendo un’alimentazione e abbeverata precoce dopo la schiusa viene garantita l’alta qualità del pulcino.
Caratteristiche dei riproduttori
Insieme alla schiudibilità, la longevità del pulcino e le performance durante i primi giorni di vita sono determinate direttamente dal peso dell’uovo. A fronte dell’aumento dell’età delle galline, il peso dell’uovo aumenta, così come le sue componenti. Inoltre, il tuorlo delle uova fertili deposte da galline più anziane non è solo più grosso ma contiene anche una più elevata componente grassa rispetto a quelli provenienti da galline più giovani. Gli embrioni in accrescimento dipendono dagli acidi grassi per la produzione d’energia, e la disponibilità dei nutrienti del tuorlo determina lo sviluppo del pulcino dall’incubazione ai suoi primi giorni di vita. Infatti, durante gli ultimi giorni del processo d’incubazione, il tuorlo subisce un processo di riassorbimento all’interno del pulcino (il cosiddetto sacco vitellino residuale) in modo da provvedere al fabbisogno di nutrienti e calorie per le prime 72 ore di vita. Le dimensioni e la composizione del tuorlo sono parametri importanti nell’intero processo di valutazione della qualità del pulcino. La nutrizione dei riproduttori non deve essere sottovalutata, particolarmente nei fabbisogni vitaminici e minerali, per evitare possibili malformazioni durante lo sviluppo embrionale e assicurare un livello di nutrienti appropriato nel tuorlo. La ricerca sulla somministrazione di nutrienti in ovo, tramite iniezione, descrive effetti benefici sulle performance del pulcino, anche se la fattibilità in condizioni commerciali è ancora discutibile. Inoltre, standard ottimali di biosicurezza nei riproduttori non consistono soltanto in pratiche gestionali cruciali per ottenere produzioni di successo ed elevate condizioni di benessere dei gruppi allevati ma anche nella prevenzione di eventuali trasmissioni verticali di patogeni alla progenie (attraverso le generazioni). Infatti, i microorganismi sono in grado di passare dal gruppo di riproduttori ai pulcini attraverso la contaminazione dell’uovo (internamente) e, così come pochi batteri possono essere trasferiti nell’uovo durante il suo sviluppo nell’ovaio e ovidutto. Questo può rappresentare una fonte di contaminazione del pulcino prima della schiusa. Per esempio, un’alta prevalenza di patogeni economicamente rilevanti, responsabili di malattie di origine alimentare (come Salmonella spp.) nei gruppi di riproduttori possono risultare in pulcini positivi a Salmonella spp., per via della contaminazione precoce delle uova fertili durante la fase di raccolta in allevamento. Dal momento che la sicurezza alimentare è diventata una delle maggiori preoccupazioni per il consumatore, prevenire potenziali pericoli per la sicurezza nella catena produttiva risulta una priorità, e ridurre la trasmissione verticale un passo ulteriore per migliorare la qualità del pulcino.
Considerazioni chiave in incubatoio
Appropriate garanzie sanitarie e di biosicurezza negli incubatoi dovrebbero aiutare a prevenire focolai di malattia, contenere e rimuovere eventuali rischi per la salute dei pulcini, proteggendoli dall’esposizione a patogeni. Questo risulta fondamentale perché i pulcini appena schiusi sono esenti da agenti infettivi e molto sensibili a essi fino a che non viene sviluppato un microbioma adatto che aiuti nel rafforzare il sistema immunitario degli animali. Di conseguenza, per garantire la sopravvivenza e la salute del pulcino, la gestione delle pratiche all’interno dell’incubatoio deve seguire un piano d’azione che prevede 1) la prevenzione dell’ingresso dei patogeni; 2) se si verificasse una falla nel processo di prevenzione, la pulizia e sanificazione dell’area contaminata per distruggere ed evitare la diffusione di potenziali rischi per il pulcino e l’uomo; 3) il supporto della salute del pulcino tramite azioni preventive e protettive come un programma vaccinale.
Quando si parla di salute e benessere negli avicoli, l’approccio preventivo è sempre migliore e più economico rispetto al trattamento. Quindi, protocolli adeguati di biosicurezza in incubatoio dovrebbero prevenire l’ingresso di batteri patogeni provenienti dal personale e/o da uova fertili. Queste ultime devono essere controllate a livello d’igiene, sia a livello di allevamento di deposizione sia in incubatoio. Il guscio delle uova è più poroso che solido, così da permettere lo scambio gassoso utile alla respirazione dell’embrione/del pulcino, ma i batteri possono così approfittarne per attraversare la barriera e infettare la parte interna. Infatti, la sporcizia (materiale fecale o lettiera attaccata alla superficie) presente sul guscio può albergare batteri patogeni che possono contaminare uova incubabili e proliferare a medie temperature durante il processo, risultando in possibili esplosioni o infezioni del sacco vitellino residuale. Allo stesso modo, le uova a terra non dovrebbero essere incubate anche se apparentemente pulite perché potrebbero essere contaminate già prima della raccolta. Queste pratiche, tutte insieme, supportano la qualità del pulcino promuovendone la salute e la longevità, durante la prima settimana di vita dopo la schiusa.
Assieme al perseguimento di un programma sanitario attentamente strutturato, le impostazioni della camera condizionata di stoccaggio delle uova, dell’incubatrice e della camera di schiusa devono rispettare i requisiti embrionali per ottimizzare la schiudibilità e avvicinare la finestra di schiusa. Ogni fase del percorso (dalla raccolta in allevamento alla schiusa) può essere potenzialmente stressante per gli embrioni e compromettere la qualità del pulcino, perché lo sviluppo dello stesso inizia prima della deposizione e continua lentamente nelle camere condizionate di stoccaggio delle uova.
Il trasporto di uova incubabili, dagli allevamenti di deposizione alle camere di stoccaggio condizionate, dovrebbe essere effettuato gradualmente per alleviare lo stress termico, facendo in modo che le uova si acclimatino ai nuovi ambienti, senza posizionarle al di sotto del flusso d’aria, così da evitare la formazione di condensa. Allo stesso modo, il trasferimento dall’incubatrice alla camera di schiusa dovrebbe essere pianificato in maniera efficiente per ridurre lo stress termico durante il processo. Infine, la schiusa è un evento naturalmente stressante dove i pulcini sono obbligati a beccare attraverso il guscio per poter fuoriuscire dall’uovo. Anche se questa è una sfida necessaria che il pulcino deve per forza affrontare in autonomia, il processo può essere facilitato aumentando l’umidità relativa della camera di schiusa e assicurandosi che la maggior parte dei pulcini siano schiusi prima di trasportare fuori i carrelli. Nella camera di schiusa, le condizioni d’umidità vicine alla soglia di temperatura ottimale aiutano nell’ammorbidire il guscio e facilitano la schiusa, così da permettere al pulcino d’investire meno energie nel processo. Quando i carrelli sono poi trasportati al di fuori, i gusci delle uova s’induriscono nuovamente alle condizioni ambientali a cui sono esposti. Perciò, un preciso monitoraggio delle tempistiche può prevenire delle condizioni negative per il pulcino, che può rimanere bloccato durante il processo di schiusa o richiedere maggiori sforzi per liberarsi; tutto questo può succedere in pulcini più deboli. Dopo la schiusa e insieme agli sforzi preventivi e igienico-sanitari sopra menzionati, altre pratiche che possono aumentare la risposta immunitaria dei pulcini e prepararli per un ciclo produttivo di successo, includono i programmi vaccinali e le somministrazioni di probiotici. Ai pulcini manca un adeguato microbiota nel tratto intestinale, alla schiusa, facendo sì che risultino vulnerabili a qualsiasi patogeno presente nell’ambiente. La vaccinazione fornisce loro una protezione passiva contro i patogeni che, a fronte di una buona biosicurezza, può aiutare a prevenire l’aumento di prevalenza e gravità di alcune patologie. Poiché i piani vaccinali dovrebbero essere limitati ai regolamenti e situazioni patologiche locali, i probiotici possono aiutare a proteggere i pulcini dall’infezione di batteri pericolosi, grazie al principio d’esclusione competitiva. Perciò, queste due componenti, assieme alla biosicurezza, sono le migliori pratiche gestionali per supportare la salute dei pulcini.
Dalla schiusa alla privazione del sacco vitellino
Qualsiasi passo dall’incubatoio all’accasamento nell’allevamento di svezzamento impone dei fattori di stress che possono compromettere la qualità del pulcino, quanto più a lungo resta in condizioni non ottimali. Per esempio, il trasporto dei pulcini per lunghe distanze, senza cibo o acqua, sicuramente incide negativamente sulla salute e sulle performance dei pulcini stessi. Tutte queste procedure hanno un effetto addizionale sui pulcini, che si accumula nel tempo, sfociando in tempi di recupero più lunghi e mettendone a repentaglio il benessere presente e futuro. Per attenuare il più possibile questi effetti, una gestione poco stressante, temperature calde durante il trasporto e una nutrizione precoce possono aiutare il pulcino a rimanere forte fino all’arrivo a destinazione.
Quando schiudono, i pulcini non sanno né come alimentarsi/abbeverarsi né come ricercare le risorse come acqua e cibo. Le galline li incoraggiano naturalmente e insegnano alla progenie ad alimentarsi e abbeverarsi appena incominciano a muoversi. In condizioni commerciali, questo processo non è fattibile e i pulcini devono impararlo in autonomia. Il residuo del sacco vitellino può rimanere fino al terzo giorno di vita, perciò le pratiche che promuovono un’alimentazione e un’abbeverata precoce sono fortemente consigliate per insegnare velocemente ai pulcini dove trovare cibo e acqua. Quanto prima acquisiscono queste conoscenze, più velocemente essi potranno crescere durante la prima settimana di vita e dopo allo stesso modo. Anche se il peso corporeo dei pulcini alla nascita è utile per predire il loro peso vivo futuro, il peso rilevato dopo la privazione del sacco vitellino (giorno 3) sembrerebbe essere un indicatore predittivo migliore del trend d’accrescimento durante la fase di svezzamento.
In sintesi, oltre a garantire una buona salute e bassi livelli di stress, promuovere dei comportamenti alimentari e d’abbeverata precoci può aiutare i pulcini a raggiungere il loro pieno potenziale.













